Due passi nella storia
Mi sarebbe piaciuto iniziare questo editoriale parlando del fascino di una sfida che non ha eguali nel mondo.
Barcellona-Milan è, allo stato attuale, il confronto fra i due club più vincenti in Europa.
Un vero e proprio derby dei successi, visto che in campo a giocare scende la storia.
Per quanto possa dirne qualche tifoso dall'esigenza zelante.
 
E' anche però un confronto tra una squadra che ormai spadroneggia nello scacchiere europeo, e un'altra che fatica a tornare ai fasti che l'hanno resa protagonista sulla scena continentale fino a 4 anni fa.
 
Purtroppo però i discorsi di campo devono lasciare spazio a due grossi interrogativi che si sono aperti sul fronte rossonero nelle ultime ore.
Due interrogativi con nome e cognome: Robson da Sousa Robinho e Zlatan Ibrahimovic.
 
Andiamo con ordine, e partiamo dal brasiliano. Sparito.
Non si sa cos'abbia e che fine abbia fatto.
Nella tribuna stampa di San Siro, venerdì sera, circolava la voce di una malaugurata pubalgia.
Sarebbe una tegola mica da ridere.
Secondo quanto abbiamo saputo, in realtà, Robinho avrebbe una semplice infiammazione al pube, cosa ben diversa dalla pubalgia, ma che comunque lo terrà ancora per un po' lontano dai campi.
E questa è una iattura, visto e considerato che il talento brasiliano è considerato di fondamentale importanza da Allegri, visto che è l'unico dei trequartisti su cui ha funzionato l'opera di "Cossuizzazione" voluta dal tecnico livornese.
D'altro canto, però, potrebbe anche essere la svolta della stagione: un Robinho fuori causa, almeno temporaneamente, potrebbe mettere El Shaarawy nelle condizioni di esprimere il proprio valore: si potrebbe aprire un portone non indifferente per il Faraone, su cui in tanti fanno affidamento per la scoperta di un nuovo Kakà.
 
L'altro grosso punto di domanda è apparso improvvisamente ieri.
Versione ufficiale: Zlatan Ibrahimovic, durante la rifinitura, ha accusato una fitta agli adduttori.
Esami strumentali, eseguiti a tempo di record, hanno evidenziato una lesione di circa 3 mm.
Salta Barcellona, tempi di recupero ancora da valutare con certezza.
Questo è quanto. Ma forse c'è di più.
 
Un po' incuriositi dall'accaduto, abbiamo fatto qualche domanda in giro, e piano piano è venuta fuori un'altra storia.
 
Sembra, e lo ripeto, sembra che Allegri, dopo venerdì avesse iniziato ad accarezzare l'idea di andare a Barcellona a giocarsela con una sola punta, Pato.
Vuoi per cercare di imbrigliare il centrocampo tecnico del Barça, vuoi per provare a sfruttare la velocità del Papero contro due centrali che non fanno di certo dello scatto il loro punto di forza.
Una prospettiva che Ibra non avrebbe gradito: tornare in Catalogna e partire dalla panchina non era certo nei suoi sogni.
Arriva la rifinitura, arriva il dolorino.
Per carità, il problema magari c'è davvero, qualcuno sussurra che Ibra, in fondo, soffra di una pubalgia cronica che ogni tanto lo mette in difficoltà.
Ma sta di fatto che lo svedese non si è reso disponibile per Barcellona.
Ma non è così scontato che non giochi nemmeno a Napoli domenica sera.
 
Voci, indiscrezioni che vi riporto per quanto ne so.
Non mi è mai piaciuto fare dietrologie, o complottismi: quello che mi auguro è che Ibra abbia avuto un semplice affaticamento, che tuttavia lo renderà disponibile per la trasferta sotto il Vesuvio.
A cui, tuttavia, penseremo da domani. Stasera andiamo a fare due passi nella storia.
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