24.09.11 Milan-Cesena

il POST Milan-Cesena di Marco Brucculeri

MILAN-CESENA

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Eccoci qui. Per l'evolversi della sfida di mercoledi scorso contro l'Udinese, avevamo detto che ora avrebbe avuto veramente inizio il nostro campionato. Certo, l'affollamento in infermeria non è propedeutico ad intraprendere una vittoriosa marcia verso il tricolore ma il Milan ora c'è ed è in grado di dire la sua. Insidiosa la partita di questa sera, con il Cesena fanalino di coda pronto a rompere il digiuno ed approfittare delle nostre difficoltà fisiche del momento. Si, perchè gli infortuni costringono Mister Allegri a schierare in campo, ogni tre giorni, sempre la stessa formazione. Tutti aspettano al varco dunque questo Milan, aspettano un passo falso che possa liberare l'urlo “è crisi” a tutti i detrattori, arrivati addirittura nei giorni scorsi a paragonare la situazione dell'ormai ex interista Gasperini, con quella di Allegri.

Bastano cinque minuti ai nostri ragazzi per stabilire le gerarchie di questa sfida. Clarence Seedorf con un tiro dal vertice sinistro dell'area di rigore, inventa un destro a giro che supera il portiere bianconero e sigla il verdetto sul definitivo 1 a 0. Prima di arrivare ai tre punti, dopo il goal di Clarence, ci sono però ancora 85 minuti da giocare, pieni di sofferenza ed occasioni, con un arbitraggio assolutamente inadeguato che nega un clamoroso rigore a Cassano e fischia tre inesistenti fuorigioco con i nostri attaccanti soli davanti al portiere. Il Cesena cerca in contropiede di agguantare il pareggio. Il Milan tiene, giocando una partita di sostanza e sacrificio. Finalmente è tornata la squadra di Allegri, con nessuna rete subita ed un 1 a 0 messo in banca con relativa tranquillità. Forse gestendo in maniera meno leziosa alcune situazioni di fase offensiva, avremmo potuto chiudere prima la gara, arrivando in maniera più tranquilla al finale. Comunque i tre punti sono arrivati ed ora abbiamo, dopo quattro partite, gli stessi punti dello scorso anno, per l'esattezza cinque. Speriamo che questa statistica sia ben augurante per il proseguo del campionato.

Vediamo ora la prestazione dei nostri giocatori sotto la lente delle pagelle Milan Day:
ABBIATI: 6 Non deve fare gli straordinari, ci salva nel primo tempo da una possibile rete avversaria e soprattutto sembra ritrovare la sicurezza che gli compete.
ABATE: 6 Ignazio corre, si propone, fa diagonali difensive e si conferma sui suoi livelli, ormai una garanzia.
THIAGO SILVA: 6,5 In ogni folata offensiva avversaria ed in ogni situazione critica, ci offre passiflora e camomilla ridonandoci serenità.
YEPES: 6 Sostituisce e fa rifiatare Nesta questa sera. Mario Yepes fa il suo, lotta su ogni pallone e forse per eccessiva foga rischia qualche volta nel cercare l'anticipo sugli attaccanti avversari.
TAIWO: 5 E' ancora lontano dal giocatore che ammiravamo nel Marsiglia. Le sue caratteristiche le conosciamo, deve prendere fiducia e dimostrare di essere da Milan.
NOCERINO: 7 Per gli scettici appariva come un acquisto di ripiego all'ultimo minuto del mercato, invece il Noce recupera numerosi palloni e si propone sempre in attacco. E' il Nocerino che soffrivamo nelle difficili trasferte a Palermo delle scorse stagioni. Ore corre e lotta per la nostra maglia.
VAN BOMMEL: 6 Anche per lui giocare ogni tre giorni potrebbe essere un problema. Il Generale però, senza strafare, protegge la difesa e cerca di far partire l'azione. Certo dai suoi piedi l'azione parte soprattutto per linee orizzontali ma si conferma uomo d'ordine quando la squadra è corta.
SEEDORF: 7,5 Cambia la partita con un eurogoal, corre tantissimo e prende per mano la squadra nei momenti difficili. La sensazione è che sia l'unico giocatore del nostro centrocampo a poter accendere la luce, questo fa pensare che sia assolutamente da gestire e tutelare per averlo nella migliore condizione per tutta la stagione.
EMANUELSON: 6,5 Schierato da Allegri come trequartista sembra un giocatore diverso rispetto a quello molle degli scorsi scampoli di partita. Corre, si sacrifica e mette due buoni palloni sui piedi di El Shaarawy che purtroppo non concretizza.
CASSANO: 7 Antonio lotta, lontano anni luce dal Cassano viziato e svogliato che tanti detrattori dipingono e vorrebbero vedere. Finisce la sua partita stremato tra gli applausi di San Siro. Cassano c'è e fa sentire il suo tasso tecnico. Se l'arbitro non lo avesse fermato per ben tre volte per fuorigioco inesistente, avrebbe potuto tranquillamente far registrare il suo nome nel tabellino.
EL SHAARAWY: 6 Sottotono rispetto al fantastico esordio contro l'Udinese, il piccolo Faraone si impegna e sfiora anche il goal.
ZAMBROTTA: 6 Sostituisce Taiwo e porta nel finale tutta la sua esperienza al servizio della squadra. Presidia la fascia con sicurezza ma del resto su Zambro non c'è nulla da scoprire.
AQUILANI: 5,5 Entra al posto del Faraone ma non incide. Cerca di coprire e di aiutare a gestire il risultato. In parte ci riesce ma da lui ci aspettiamo molto di più.
INZAGHI: S.V Entra negli ultimi cinque minuti, troppo poco per poter essere giudicato. Quando entra però cerca sempre di dare alla squadra la sua scarica di adrenalina, corre, cerca di tornare e disturbare gli avversari quando fanno partire l'azione

 

il PRE Milan-Cesena di Marco Rizzo

MILAN-CESENA

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Da bianconeri a bianconeri. Sempre Milano. Sempre in emergenza.
Questa la nostra situazione. Dopo il pareggio colto mercoledì con l’Udinese, è già tempo di Milan-Cesena.
Passano le gare ma non rientra il sold out dell’infermeria rossonera.
E, se possibile, dovranno farsi ancora più stretti: Bonera ha ricevuto un colpo alle costole e dovrà fermarsi, Antonini ha problemi ai denti e anche per lui si prospetta uno stop, e poi Pato. Ennesimo infortunio muscolare ai flessori che gli costerà altre 4 settimane della sua carriera.
Gli altri rimangono ai loro posti, nessun miglioramento in vista.
Per cui la squadra dovrò stringere i denti ancora un po’, almeno fino alla sosta.
Ma ora non si può più transigere. I tre punti devono arrivare contro il Cesena.

Purtroppo non la più semplice delle gare.
Il Cesena è l’unica squadra a zero punti, è vero. Un ambiente in fermento e un allenatore in bilico, altrettanto vero.
Ma non inganni la situazione: il Cesena nel mercato ha cambiato molto, quasi tutto. Necessita di tempo. Ma la squadra c’è e di buon livello, e anche l’allenatore. Se il Presidente Campedelli e l’ambiente tutto avranno la giusta pazienza, sapranno togliersi le giuste soddisfazioni.
Tuttavia anche per i cesenati è una gara importante. C’è da togliere quel fastidioso zero dalla graduatoria.
Per farlo, non c’è dubbio, Gianpaolo, allenatore di natura prettamente difensivista, verrà a San Siro a fare le barricate, provando pericolose ripartenze con gli attaccanti brevilinei che ha.
La via del gioco presto accantonata. Con Napoli, Catania e Lazio ci ha provato. Imporre il gioco, giocare a viso aperto per sfruttare le qualità dei propri uomini. Cosa ne ha avuto in cambio ? buon gioco, complimenti a pioggia ma zero punti.
E quindi si cambia.

Niente di peggio per noi.
Noi che di norma soffriamo decisamente le squadre che vengono a San Siro, si chiudono, pressano a più non posso e ripartono.
Ma questa sofferenza sarà acuita, c’è da scommetterci, dalle nostre assenze, in questo frangente analizzate non tanto sul numero o sull’importanza di esse, quanto nella loro valenza tattica per un certo tipo di gara. Talvolta il genere di partita che ci proporrà il Cesena la sblocchi con un calcio piazzato, un lancio lungo, una palla spizzata o sbucciata che finisce dentro se ti dice bene.
Bene, noi avremo una squadra con caratteristiche opposte. Brevilinei e di qualità davanti. Giocatori che hanno bisogno di spazi per esprimersi. E in mezzo non ci va certo di lusso. Troppi gli uomini palesemente fuori forma. Ma siamo contanti e non si può fare altrimenti.
La squadra dovrà avere pazienza. Farla girare, fiaccare l’avversario. Cercare di portarla avanti senza subire il solito gol del vantaggio avversario che sta condizionando queste nostre partite iniziali.
Portarla almeno sullo 0-0 nel secondo tempo e poi accelerare, braccare l’avversario. E Sperare.

Di precedenti recenti e significativi per questa gara ce ne sono pochi. Andare a scomodare partite del passato remoto, poco porterebbe alla nostra situazione attuale.
Tuttavia la gara dell’anno scorso va ad inserirsi proprio nella direzione in cui stavamo andando qualche riga più su.
L’anno scorso fu una gara complicata. Ed era tutt’altro Milan. Ma la gara fu collosa, dura, chiusa. Sbloccata solo da un autogol sul finire della prima frazione. Poi qualche rischio ed il gol in contropiede nel finale di Ibrahimovic.
Bhe, il canovaccio della gara sarà pressoché lo stesso. Ciò che cambia, ed in modo radicale, è come si presenterà il Milan alla gara.

E per l’appunto vediamo le possibili scelte dei due allenatori.
Certo, prevedere le scelte dopo un turno infrasettimanale non è mai facile. Va ad intervenire il turn over, acciacchi, stanchezza.

Proviamo a dare un’occhiata, partendo come sempre dagli ospiti.
Gianpaolo proporrà il classico 4-3-3 che ha contraddistinto le prime uscite cesenati.
In porta il giovane Ravaglia sostituisce Antonioli, infortunato.
La linea a 4 davanti a lui è il reparto che presenta più incertezza e quello, effettivamente, in cui l’allenatore ex Catania e Siena può far ruotare gli uomini.
Le ultime da Cesena danno questa linea difensiva : Comotto a destra, con Von Bergen e Rossi centrali, con Lauro ad agire sulla corsia sinistra.
Tuttavia Ceccarelli rimane in corsa per una maglia da terzino e Benalouane per una maglia da centrale.
In mezzo al campo tre giocatori che uniscono sostanza a discreta tecnica: Parolo-Guana-Colucci.
Su questo pochi dubbi: difficile che il mister bianconero presenti Candreva sulla linea dei centrocampisti, aggiungendo un ulteriore esterno offensivo.
Probabile invece che lo stesso centrocampista offensivo venga schierato sulla linea offensiva, allargato a sinistra. Al suo fianco Mutu, posizionato centralmente, e Eder, defilato a destra.
I dubbi qui si chiamano Martinez, l’ex Juve, e Ghezzal. Entrambi con possibilità di scendere in campo dall’inizio, ma che comunque ad oggi partono in posizione più defilata rispetto ai compagni sopra citati.

Dal canto suo, Allegri ha a disposizione solo 17 giocatori della prima squadra, di cui 3 di questi sono portieri e 6 i difensori. Se la matematica non è un opinione, restano solo 8 giocatori tra centrocampo e attacco. I calcoli sono presto fatti. 6 vanno in campo e due in panchina. Tanto semplice, quanto drammatico.
In porta, nonostante l’occhio nero e la papera, Christian Abbiati.
Davanti a lui, certi del posto, solo Abate e Thaigo Silva. Per gli altri due ruoli, due ballottaggi: Nesta, acciaccato e bisognoso di riposo, se la gioca con Yepes, mentre Zambrotta se la gioca non Taiwo.
E qui apro un capitolo a parte.
Taye Taiwo : 26 anni, un fisico pazzesco ed imponente, dotato di ottima velocità di base. Circa 200 presenze con il Marsiglia e 50 con la nazionale nigeriana.
Titoli vinti da protagonista e turni Champions conquistati.
Idolo incontrastato dello stadio Velodrome, uno stadio che ha visto parecchi campioni passare.
Da tutti definito “il Maicon di Francia”. In sostanza una forza della natura.
Quello che mi chiedo, e so di parlare per molti tifosi rossoneri ed opinionisti neutrali, è : la condizione e l’ambientamento del povero Taye possono essere così deficitari da non potergli consentire di fare prestazioni perlomeno pari a quelle, tutto sommato negative, proposte da Zambrotta e Antonini in questo periodo ?
Le alternative sono due: no, non lo sono. Ed allora vige il mistero: perché Allegri non lo schiera ?
Si, non è ancora adatto. Bhe allora qualcuno ha sbagliato qualcosa. La società a scegliere il giocatore. L’allenatore e lo staff che non sanno trasmettergli le giuste informazioni e motivazioni. Lo stesso giocatore, timido e impacciato. Chissà.
La verità, si sa, sta sempre nel mezzo. Quindi è probabile che l’infortunio e la scarsa conoscenza della lingua abbiano frenato da una parte la condizione fisica e dall’altra il miglioramento tattico. Probabile che Allegri, visti gli impegni difficili, non ha voluto rischiare, magari mettendo in difficoltà la squadre e lo stesso giocatore, esposto magari ad una brutta figura.
Ma ora il momento deve arrivare. Antonini e Bonera sono out. Zambrotta sta come sta.
Deve essere il suo momento.
Scusate la digressione e lo sfogo e torniamo a bomba sulla formazione.
A centrocampo un solo dubbio: Seedorf od Emanuelson come mezz’ala sinistra ? nonostante le prestazioni balbettanti, il favorito rimane Clarence. Chissà perché Urby non ha mai la chance di partire dall’inizio.
I suoi compagni di reparto sono noti: Nocerino, Van Bommel e, in posizione più avanzata, Alberto Aquilani.
Davanti due soli sono i sopravvissuti. Cassano ed El Shaarawy.
In panchina Inzaghi, pronto a subentrare nel quarto d’ora finale se ce ne fosse bisogno, ed il giovane Valoti.
Oltre a loro potrebbe esserci il giovane De Sciglio, per il quale stravede Allegri.

In chiusura due capitoli importanti.
Capitolo arbitri : a tanti tifosi rossoneri non è sfuggito il modo presuntuoso, supponente e spocchioso con cui i signori Rocchi e Banti sono arrivati a dirigere la gara qui a San Siro. E certamente non sono sfuggiti gli episodi decisivi di Napoli.
Bhe, se l’andazzo è questo: che cambi! La sensazione è che tiri una brutta aria. Un aria di risarcimento per qualcuno, e di eccesivo entusiasmo per altri. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
Capitolo pubblico: tutto si può capire. La crisi, le pay tv ormai diffuse, giorni ed orari impossibili. Per cui si giustifica il totale allontanamento da San Siro, sempre meno pieno. Ma almeno i presenti devono capire la situazione.
La conosciamo. Tanti infortunati, giocatori nuovi e altri giovanissimi catapultati in campo. Altri giocatori affaticati e stanchi. Il momento no.
Bhe un tifoso con la t maiuscola in questo momento si stringe attorno alla squadra. Fa le barricate. Erige un muro. Non solo questo stenta ad avvenire, ma i fischi e gli insulti che arrivano alla squadra sono quanto di più ingeneroso, irriguardoso, stupido e fuori luogo ci possa essere.
Speriamo che anche in questo caso l’andazzo cambi già da Sabato.
Perché la squadra, seppur ridotta all’osso, c’è e combatte. Porta indosso una maglia che tutti noi amiamo, e lo fa con onore.
E non meritano un tale trattamento.

Forza ragazzi!

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