Rimettersi in marcia
di Guglielmo Mastroianni
Tre punti che valgono molto di più.
Non bisogna lasciarsi ingannare dallo scarso blasone dell'avversario: la partita di sabato sera in casa col Cesena era, per tutta una serie di fattori, molto più che una semplice formalità.
Lo sarebbe stato, senza dubbio, se il Milan ci fosse arrivato in condizioni diverse.
Ma i due punti in tre giornate; la sfilza inenarrabile di infortuni, e una certa sorte avversa avevano reso il mostro più brutto di quanto non fosse.
Sempre che di mostro si potesse parlare.

Affrontare questo inizio di stagione senza giocatori come Ibra, Robinho, Boateng, e poi Pato Ambrosini, Gattuso e i lungodegenti ha di fatto complicato notevolmente le cose.
E sono giocatori, quelli elencati, che non ti puoi permettere il lusso di regalare a nessuno.
Non a caso la partita è stata risolta da uno dei giocatori più fischiati a San Siro: Seedorf.
Che sa però benissimo che, quando San Siro fischia, è perchè ti riconosce potenzialità fuori dalla norma.
Altrimenti, piuttosto, ti ignora.
E' successo a tutti i grandi della storia rossonera, in mezzo ai quali, senza dubbio, Clarence merita di stare.

Ora il Viktoria Pilzen in Champions, per ottenere anche lì una vittoria che manca da troppo tempo.

Recuperiamo, per domani, Ibrahimovic.
Sta bene, la lesione agli adduttori è completamente recuperata, il morale è alto al punto giusto.
Insomma, torna nel momento più opportuno, quando la mancanza di punte, e la Juventus alle porte, rendevano il momento fosco di tristi presagi.

In questo, però, dobbiamo dirlo, ci aspettavamo qualcosa in più da Allegri.
Per intenderci, la tanto decantata Cantera barcellonista, non deve le sue fortune unicamente alla programmazione e agli investimenti.
L'arma in più, da sempre, è stata sempre una: il far giocare i giovani.
Quando, per intenderci, uno o più titolari della prima squadra venivano meno, Guardiola, o chi prima di lui, non inventava improbabili cambiamenti di ruolo: cercava e lanciava tra i giovani.
E' meglio un giovane promettente, seppur inesperto, ma schierato nel suo ruolo, o un veterano adattato?
Da questa filosofia si deve partire.
Oppure dobbiamo pensare che gli aitanti difensori del Viktoria siano un pane troppo duro per le tenere caviglie del figlio di Ganz?
Oppure che Von Bergen sia un avversario così invalicabile?
In questo, al momento, manca Allegri. Coraggio nelle scelte.
Lo stesso che ha già dimostrato in quelle più impopolari, come l'accantonamento di Ronaldinho prima e di Pirlo poi.

A proposito di quest'ultimo, un'unica considerazione: finchè ha vestito i nostri colori, in particolare nelle ultime due stagioni, è sempre stato visto come un limite, un giocatore dall'ingaggio pesante che forse sarebbe stato ora di mettere da parte.
Da quando è alla Juve, per critica e buona parte dei tifosi rossoneri, è diventato più forte di Xavi, Iniesta e Fabregas messi assieme.
Francamente ci pare eccessivo
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