A volte ritornano

Milan - Napoli, una sfida al vertice dal sapore antico, ma con un sottile olezzo di stantio e un retrogusto amarognolo. Sono passati 21 anni dall'ultima volta che il confronto tra diavoli e ciucci emanava profumo di tricolore. 21 anni durante i quali è cambiato il palcoscenico della rappresentazione teatrale, il campo di battaglia, oppure, come si direbbe oggi, "la location".

Quello italiano a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90 era il movimento calcistico guida a livello mondiale sotto molti aspetti; principalmente finanziario, tecnico e tattico. Oggi non lo è più. Le squadre italiane imponevano la loro superiorità dominando spesso nelle tre competizioni continentali e i migliori giocatori del globo militavano nelle nostre squadre. In questo momento, invece, stiamo probabilmente toccando il punto più basso di sempre.
La cartina al tornasole che rivela il declassamento in atto della Serie A rispetto ai principali campionati continentali è la classifica del Pallone d'Oro. Nel 1990 il podio era composto da giocatori del nostro campionato (Mattheus, Schillaci e Brehme nell'ordine), così come sette dei primi nove della classifica (e gli altri due, Gascoigne e Scifo, ne avrebbero fatto parte a breve), senza contare che allora il trofeo era riservato esclusivamente a giocatori europei e non potevano competere elementi del valore di Maradona (chissà quanti palloni d'oro avrebbe vinto), Careca, Dunga, Alemao, Cerezo ...

Oggi la situazione è molto diversa, il campionato italiano è molto lontano, per mille motivi, da quelli inglese e spagnolo, è stato sorpassato anche da quello tedesco e rischia di continuare a perdere posizioni. Il Ranking Uefa è un ottimo strumento di valutazione, e i risultati nelle Coppe Europee di questi ultimi anni, salvo qualche exploit estemporaneo, sono li a testimoniarlo. La classifica del Pallone d'Oro 2010 vede solo quattro rappresentanti del nostro campionato (al 4°, 12°, 17° e 19°) tutti della squadra vincitrice della Champions. L'anno scorso il 5°, 6° e 7° posto di Eto'o, Kakà e Ibra, tutti in viaggio tra la Spagna e l'Italia (il primo in entrata e gli altri due in uscita), e nel 2008 Kakà 8°, Ibra 9° e Buffon 18° sono sintomatici della crisi in atto a sud delle Alpi.

Sia pure declassata questa è la realtà del Calcio italiano, ed è in questa realtà che dobbiamo calarci con umiltà e passione immutati rispetto a vent'anni fa, preservando la nostra dignità in attesa che le istituzioni del Calcio e dello sport italiano in generale, se ne saranno capaci, elaborino nuove strategie per invertire la marcia.
Le sensazioni, le emozioni, il godimento che nascono dalla conquista di uno scudetto sono stati d'animo e ricordi, per il tifoso rossonero, sempre più sbiaditi dallo scorrere del tempo. L'occasione è ghiotta per rinfrescare questi ricordi, e questa sfida è una tappa fondamentale per raggiungere l'obiettivo. Le polemiche, però, sono un filo conduttore che unisce le due "epoche". Allora si chiamavano "Alemao", "Carmando", "monetina-da-100-lire" (e Moggi). Oggi si chiamano "Lavezzi", "sputo" (per alcuni), "sputo fantasma" (per altri), con il contorno delle ossessioni di De Laurentiis.

Per la cronaca nel campionato 1989/90 la sfida tra Milan e Napoli, nel girone di ritorno, si giocò a Milano l'11 febbraio (24° giornata) e finì 3-0 con i gol di Massaro, Maldini e Van Basten. Dopo la 30° il Milan ha un punto di vantaggio sui campani, alla 31° (quart'ultima) il Milan potrebbe allungare di un punto dopo il pareggio di Bologna, ma la sconfitta del Napoli a Bergamo si trasforma in vittoria dopo la sceneggiata della monetina ed è aggancio in vetta. Due vittorie alla 32° lasciano la situazione in stallo, ma alla penultima giornata ci pensa Rosario Lo Bello (degno erede di papà Concetto) a fermare i rossoneri con espulsioni a grappolo nella "solita" Verona. Il Napoli vince a Bologna e allunga di due punti che poi conserva all'ultima giornata con la vittoria di misura sulla Lazio al San Paolo rendendo ininfluente e amaro il 4-0 sul Bari dei rossoneri.
Rispetto al 1990 l'elemento di discontinuità è rappresentato dal fatto di aver superato indenni la prova di Verona giusto una settimana fa, ma al di là di scaramanzie e ricorsi storici tocca ai ragazzi, lunedì sera, fare la cosa giusta ...

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