CHE PALLE!

di Gianpiero Sabato
Che palle! Non mi viene in mente nessun’altra espressione: che palle! Quando annualmente arrivi intorno al 22-23 di Agosto cominci a pensare che finalmente mancano solo 7-8 giorni alla fine del mercato e poi finalmente la palla passerà al campo e si parlerà solo di calcio giocato. In buona sostanza non ne puoi più di attese snervanti, di rumors che provengono da ogni dove, dei Di Marzii, Marchetti, Ugolini, Bonan, Criscitielli, Pedullà e compagnia cantante che se non esistesse il calcio-mercato sarebbero costretti a cercarsi un altro lavoro (e magari, con questa crisi, farebbero anche fatica a trovarlo), delle trattative infinite e snervanti, di ipotesi di formazione completamente insensate, del fatto che tutti (ma proprio tutti) si sentono allenatori (ma questo da sempre) ed al tempo stesso Direttori Sportivi e Presidenti! Basta!!!

Comincia il campionato e le coppe europee, cominciano le gioie ed i dolori, e pensi che, comunque sia, ti ritroverai al bar o a tavola con gli amici a (s)parlare della partita, di come  ha giocato la squadra, delle cazzate dell’allenatore e via discorrendo. Ed invece no! Ormai il mercato ci ha invaso tutto l’anno, anche quando non lo si può fare. Giocatori che dopo una partita vengono bocciati, accantonati, e sostituiti con una ridda di nomi che sono già prossimi alla firma e che arriveranno alla prossima finestra di mercato. Si infortuna un centrocampista e ne squalificano un altro? La società DEVE intervenire sul mercato per fare fronte al problema (due mesi dopo!?!). Un centrale difensivo preso in estate ha scazzato una partita? Sarebbe il caso di cominciare a mandare in giro il DS per risolvere un problema irrisolvibile (fra due mesi!?!). La tua squadra ha perso una partita? L’intervistatore, non capendo un emerito cazzo di calcio, chiede, nell’ordine, all’allenatore di turno: 1) “le faccio rivedere alcuni episodi dubbi: mi dà un giudizio sull’arbitro?”; 2) “sente ancora di avere la fiducia della società?”; 3) “chiederà al Presidente di intervenire nel mercato di riparazione?”. Punto, stop! Ormai non esiste un giornalista sportivo della nuova generazione che sia in grado di fare una domanda che riguardi qualcosa di tecnico o di tattico relativo alla partita.

Non esiste nessuno che sia in grado di chiedere all’allenatore della mia squadra i motivi per cui abbiamo perso la partita o di fare una domanda intelligente! Figuriamoci poi sentirgli fare una disamina della gara. Zero, tabula rasa. Sembra quasi che i giornalisti della nuova generazione per superare l’esame di stato ed ottenere l’iscrizione all’albo debbano essere capaci di abbinare al nome di un calciatore il nome del suo procuratore. Per il resto nebbia assoluta. Ora, va bene che quando esprimiamo qualche parere noi “avventurieri del web” scriviamo un mare di cazzate, dal momento che nella vita facciamo un altro mestiere e parliamo solo per esprimere il nostro parere da tifosi. Ma che a sparare una marea di inutili parole ed a non conoscere la materia siano persone che col calcio ci mangiano è veramente vergognoso.

Arrivi la domenica sera che l’unico di cui conservi un minimo di stima è Mario Sconcerti, un giornalista di cui non condividi quasi niente ma che almeno si sforza di parlare di calcio e sa fare, obiettivamente, il suo mestiere. Per il resto il quadro è desolante, con rarissime eccezioni che si contano sulle dita di una mano. Mercato, mercato ed ancora mercato. Non esiste altro. C’è la sosta per la nazionale? La Gazzetta riempie le prime tre pagine sparando Casemiro al Milan, Rhodolfo alla Juve e Lucas all’Inter: nomi che assomigliano più a quelli di pescatori di Gallipoli che di calciatori.

Per non parlare poi della testata giornalistica che fa informazione 24 ore su 24 sui colori rossoneri, e cioè Milan News. Di tutti coloro che scrivono su questo “giornale” non è dato sapere cosa pensano di come giochi il Milan, mentre di contro sappiamo che sanno tutto sulle trattative di mercato. Non esiste un editoriale di MN dove non si parli “delle missioni segrete” di Galliani, Braida e Raiola. Ogni tre notizie, in piena stagione agonistica, ne trovi due che riguardano trattative inesistenti e con nomi improbabilissimi. Il culmine lo si tocca poi con il titolo che periodicamente viene fuori e che più o meno recita così: “Attento Milan, ti stanno fregando Jesper Lemandosky Junior!!!”. E qui già ti immagini frotte di tifosi milanisti con le mani nei capelli per la disperazione.

Mercato, mercato ed ancora mercato. Van Bommel testualmente dichiara che “Galliani ha avuto coraggio a prendere un trentenne al mercato di gennaio” e che per questo lo ringrazierà sempre, che spera di giocare un altro anno nel Milan e poi di chiudere la carriera al PSV. Chiaramente il giorno dopo la notizia è che “MVB fa tremare il Milan e che Braida è già alla ricerca del sostituto per gennaio ed ha bloccato un giovane di belle speranze setacciando il mercato danese!”. Niente da fare, è più forte di loro: i giornali e le televisioni parlano solo e sempre di mercato.

Emblematica, infine, la vicenda Ibrahimovic. Da Stoccolma il centravanti rossonero rilascia questa dichiarazione:  
"Prima il calcio era tutto per me. Non pensavo ad altro e certe volte non andavo nemmeno a scuola per giocare. Adesso non è più così, mi interessano altre cose e per giocare a pallone in giardino con i miei figli mi sforzo tantissimo e tocca alla babysitter giocare con loro. Non credo che vogliano fare i calciatori da grandi, forse il piccolo che è molto aggressivo e assomiglia al padre. Non sto scherzando sulla mia situazione, e mi dispiace parlarne così spesso. Mi dispiace dirlo, ma non ho la stessa grinta che avevo prima e mi divertivo di più alcuni anni fa. Oggi è diventato tutto routine anche se mi diverto ancora, godo ancora ma non mi vedrete in campo con i capelli bianchi e giocare fino a rovinarmi, voglio ritirarmi quando sarò ancora al top. Non è detto che ci riesca ma è questo il mio obiettivo". E qui ti aspetti che i giornali, le televisioni ed i siti internet riprendano la notizia e comincino ad interrogarsi sui motivi e sui disagi che possono spingere un campione plurimilionario a fare quelle  dichiarazioni a soli trent’anni. Ti aspetti anche una puntata di Porta a Porta con il dott. Morelli o Crepet come ospiti! Ed invece? Ed invece ecco scatenarsi i veri esperti del settore: è tornato il mal di pancia di Ibra, è un segnale inequivocabile alla società rossonera per la campagna acquisti estiva (e ridaje!), vuole andare via dal Milan, il Real di Mou ha già fatto un offerta dando in cambio al Milan Higuain, anche se ancora più interessante è l’offerta del Manchester City che offre soldi più Tevez. Sì, è proprio lui, il “mostro di Manchester”, il vero erede di Ibra. Anzi no, sembra che Zlatan sia affascinato dai milioni del ricco-scemo russo di turno che vuole portarlo a giocare in qualche angolo della steppa dell’ex Unione Sovietica.

Tutte queste cazzate hanno un unico effetto, quello di scatenare le ire di quei tifosi che vivono solo per il mercato e sanno parlare solo di questo argomento. Come se Ibra per esternare il suo eventuale mal di pancia avesse bisogno di mascherarsi dietro a dichiarazioni di quel tipo.

Sapete cosa disse Zlatan quando cominciò a far capire all’Inter che sarebbe andato via? Dopo la eliminazione dei nerazzurri dalla Champions (conto il Manchester Utd) e le vittorie in campionato contro Fiorentina e Reggina disse: ”Bisogna giocare meglio perché così può bastare per il campionato, non per la Champions”. Dopo un paio di mesi lo svedese faceva le valige per la Catalogna. Vi sembra la stessa situazione? Anche no, soprattutto dopo che il 10 Agosto 2011 l’attaccante milanista dichiarò a Sport Mediaset: “ Al Milan mi sento in famiglia. Sento che mi vogliono bene". Lo svedese arriva persino a dire: "Voglio rimanere qui a vita, sempre che non mi vendono". Ma tutto questo non conta niente. Quello che conta è che qualunque cosa succeda, qualsiasi risultato si materializzi, per il giornalismo sportivo italiano si prenda spunto per buttarla sul mercato.

Ed allora permettetemelo: CHE PALLE!

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