GRAZIE ANDREA!
Dopo aver festeggiato in modo incredibile, dopo essere stati avvolti da una gioia indescrivibile che ci ha fatto scoprire, ancora una volta, quanto sia bello essere Tifosi Milanisti, è arrivato inevitabilmente il momento di porre le basi per il futuro prossimo venturo.
Il momento di costruire una Squadra sempre più forte, più competitiva e che possa, già dalla prossima stagione, confermarsi ad altissimi livelli anche in Europa.

Chiaramente, questa operazione richiede l’acquisizione di una mentalità vincente, cosa che di certo non manca nel dna del Nostro amato Milan e, in particolare, nel Milan che abbiamo ammirato e sospinto nella stagione ormai conclusa.
Ma, al contempo, si rendono necessari nuovi innesti e anche, viste le diverse situazioni contrattuali incerte che la Società sta risolvendo, qualche addio.

Fino a questo momento, l’unico che ha deciso di intraprendere una nuova avventura è stato un giocatore fantastico, uno di quelli destinati a rimanere per sempre nel cuore del Popolo Rossonero, fatto di palati raffinatissimi: stiamo parlando di Andrea Pirlo.
Questo meraviglioso giocatore è stato indiscutibilmente il perno attorno al quale è stato costruito un grande, grandissimo Milan, che ha dominato in lungo e in largo in Europa nel primo decennio degli anni 2000.

Andrea, infatti, è arrivato in Rossonero nell’estate del 2001, dopo una stagione importantissima a Brescia nella quale ha appreso e scrutato i segreti di un altro Campione indiscusso del calcio italiano: Roberto Baggio.
Va detto, peraltro, che molti Tifosi Rossoneri, al momento dell’arrivo del Campione bresciano, hanno decisamente storto il naso, in quanto Andrea veniva utilizzato nel ruolo di trequartista alle spalle delle punte e, in quell’estate, il sogno Milanista per quel ruolo aveva un unico nome, ovvero quello di Manuel Rui Costa.
Dunque, l’ accoglienza per Pirlo era stata decisamente fredda, al limite dell’indifferenza.

La prima stagione Rossonera di Andrea è costellata da alti e bassi: il numero 21, infatti, non gioca con continuità, proprio “a causa” dell’arrivo di Rui Costa, titolare nel ruolo di cui parlavamo pocanzi sia nelle prime giornate con Terim in panchina, sia quando, dopo la sconfitta per 1-0 al “Delle Alpi” contro il Torino, il turco viene sostituito da Carlo Ancelotti.
Nonostante il suo saltuario utilizzo, ad ogni modo, Andrea riesce a imprimere il suo segno in due partite fondamentali nella corsa di quel Milan verso il quarto posto, utile per la partecipazione alla Champions League dell’anno successivo: la gara casalinga contro il Parma, nella quale Andrea segna il gol del momentaneo 2-1 con una splendida punizione e, a pochi minuti dal termine, serve un assist dei suoi a Pippo Inzaghi che realizza il gol del 3-1 finale.
Altra partita timbrata perentoriamente dal campione bresciano è la penultima di Campionato, che giochiamo al Bentegodi di Verona e nella quale, alla fine del primo tempo, siamo sotto per 1-0 grazie al gol di Mutu.
Nella ripresa, dopo il pareggio di Inzaghi, capita proprio una palla buona sui piedi di Andrea che, da solo in area, scarta il portiere veronese e insacca col sinistro: 2-1 per Noi e Milan che, con la successiva vittoria per 3-0 sul Lecce nella giornata successiva, si assicurerà proprio il quarto posto in classifica.

Tuttavia, quanto descritto è solo l’embrione di quella che sarà la fantastica avventura di Andrea con la Nostra Maglia: è l’estate 2002, infatti, quando Carlo Ancelotti gli affida in pianta stabile le chiavi del centrocampo, cucendogli addosso un ruolo che aveva già ricoperto quando era a Brescia sotto la guida di Carlo Mazzone: ovvero quello del regista basso davanti alla difesa.
Tutto ciò avviene in una calda serata di Agosto, nella quale, in occasione del trofeo Luigi Berlusconi, Mister Ancelotti mette in campo un centrocampo composto da Gattuso, Pirlo e Seedorf, con Rivaldo e Rui Costa alle spalle dell’ unica punta Pippo Inzaghi.
Nasce così un Milan fantastico, destinato a giocare un calcio meraviglioso per oltre cinque anni e a renderci fieri e orgogliosi di prestazioni davvero memorabili.

Ripercorrere ogni singola partita nella quale Andrea si è reso protagonista di gesta fantastiche, di tocchi sopraffini e di giocate sensazionali, richiederebbe davvero una trattazione infinita.
Ad ogni modo, le emozioni che questo giocatore, del quale teniamo anche a sottolineare un profilo umano di alto, altissimo spessore, ci ha regalato rimangono lì, fisse e indelebili nella Nostra mente e nel Nostro Cuore.

Le Nostre strade, purtroppo, si separeranno, ma, come giustamente diceva Adriano Galliani nelle scorse ore, Andrea non sarà mai un avversario!
E’ per questo, infatti, che quando tornerà a San Siro, seppur con una maglia che è storicamente rivale alla Nostra (ovvero quella della Juventus), tutti i Milanisti dovranno tributare ad Andrea un lungo, interminabile applauso, oltre a un grazie sentito, vero e caldo, come solo i  Tifosi Rossoneri sanno fare!

Ancora una volta, GRAZIE ANDREA!!!
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