01.02.11 Milan-Lazio

il POST di Marco Brucculeri

milan-lazio

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In un clima freddo ed avvolto nella nebbia, il Milan cerca di far suoi tre punti importantissimi in questo anticipo del turno infrasettimanale di campionato.
Curioso come, a ridosso delle partite dello scorso week end, in un delicato turno, al Milan sia stato assegnato l'anticipo del martedi, mentre per la squadra che ha saputo battere il Mazembe, ci sia il posticipo del giovedi.

Inutile pensare ad altro, è di scena Milan-Lazio e la posizione delle squadre in classifica fa presagire ad una partita di grande spettacolo, anche a fronte delle parole del tecnico Reja, che aveva annunciato una partita d'attacco per la sua squadra.

Evidentemente la nebbia ha fatto perdere idee e convinzioni ai biancocelesti che si sono invece presentati a S.Siro per effettuare barricate degne della difesa alla Repubblica romana del 1849.

Il campionato italiano è un campionato strano rispetto a tutti gli altri, tolte tre squadre, gli allenatori impostano le partite non per vincere ma per pareggiare.
Se poi ci esce in qualche modo la vittoria tanto meglio.

Si sfidavano questa sera la prima e la terza in classifica ed era quindi lecito aspettarsi una partita gradevole e spettacolare, indipendentemente dall'eventuale risultato finale.
Invece abbiamo trovato una formazione avversaria chiusa nella propria metà campo, che nei novanta minuti non ha fatto mezzo tiro in porta e che ha picchiato in maniera indiscriminata, con l'approvazione dell'osceno arbitraggio di Damato.

Gioco continuamente spezzettato dalla terna arbitrale, con fuorigiochi inesistenti fischiati ai danni del Milan e soprattutto, come già detto, la licenza data ai laziali ed in particolare a Kozak di picchiare impunemente.
Kozak ha dato gomitate in faccia per tutta la partita a Yepes ed ha mandato Bonera e Legrottaglie all'ospedale, il primo con un occhio nero per l'ennesima gomitata ed il secondo con la fronte aperta e sanguinante per una ginocchiata volontaria in faccia.
La cosa più assurda è che non è stato espulso o sanzionato dall'arbitro, se non con una ammonizione nel finale, utile a cercare di non scoprire i piani.

Ci troviamo quindi, purtroppo a non dover parlare di calcio in questo post partita.

Dagli arbitraggi delle ultime gare di Milan e Inter si rischia di capire perchè ad Appiano Gentile siano così sicuri di effettuare la rimonta in classifica

 

il PRE di Marco Rizzo

milan-lazio

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Subito in campo.
I ritmi frenetici di questa stagione ci impongono questo.
Dopo la prova eroica di Catania, subito a giocarci un'altra sfida complicatissima.
A San Siro ci fa visita la Lazio.
Forse la vera rivelazione di questo campionato: 40 punti, terzo posto a -7 dalla vetta.
Non penso lo avrebbero mai immaginato a Formello.
Ed invece ci sono. E con merito.

Dunque nessun rischio sottovalutazione; pochi giri di parole, questo è un vero e proprio scontro diretto.
Abbiamo l’opportunità di estromettere la prima squadra (la meno quotata in effetti…) dalla volata scudetto.
Ma, come sempre, farlo non sarà ne scontato, ne tantomeno facile.

Anche perché l’emergenza resta, e se possibile peggiora rispetto a Catania.
Abbiamo la formula “prendi uno, perdi due”. Riguadagnamo Flamini in campo, ma perdiamo al contempo Ambrosini (stiramento al retto femorale, si teme 1 mese di stop) e Van Bommel(ringraziamo il signor Tagliavento per il regalo…).
Dunque metterne 11 competitivi in campo sarà, ancora, un’ardua impresa per Max Allegri.

La Lazio. Bhe storicamente un’avversaria ostica anche qui in casa nostra.
Sono tanti i precedenti con la formazione biancoceleste.
Il bilancio totale conta 67 gare della Lazio a San Siro contro i rossoneri di cui 39 vittorie a favore dei padroni di casa, 19 pareggi e 9 sconfitte.
In totale i rossoneri sono andati a rete 136 volte, mentre sono 64 le reti subite. 8 i rigori assegnati a favore del Milan, mentre sono 7 quelli per i biancocelesti, tutti realizzati.

Vediamo le ultime sfide:
L’ultimo precedente riale alla scorsa stagione, quando gli uomini di Reja fermarono la squadra di Leonardo (quando ancora aveva dignità) sull’1-1, bloccando la volata alla vetta.
Al gol di Borriello su rigore, rispose Lichtsteiner.
L'ultimo successo rossonero risale alla stagione precedente: Era il 21 Settembre 2008, posticipo della 3' giornata e la gara terminò 4-1 a favore del Milan con i gol di Seedorf, Zarate, Zambrotta, Pato e Kakà.
Alla stagione precedente, invece, secondo anticipo della 26' giornata, risale un altro pareggio. Era il 1 marzo 2008 (Milan-Lazio 1-1) e il Milan, dopo essere andato in svantaggio al 54' con un gol di Rolando Bianchi, pareggiò al 66' con il rigore trasformato da Massimo Oddo, ex di turno.
L’anno precedente, finì 2-1. E a far sorridere i rossoneri ci pensò Ricardo Oliveira, in quello che sarebbe stato uno dei suoi pochissimi gol.
Per trovare l'ultima sconfitta interna rossonera bisogna invece tornare alla stagione 1989/1990, 3 settembre 1989, quando Milan-Lazio terminò 0-1 a causa di un autogol realizzato da Maldini al 41'.

Veniamo alla sfida in se.
Difficoltà di formazione per entrambi i tecnici, che dovranno far fronte a numerose assenze.

Partiamo da Reja.
Partiamo dagli indisponibili: Bresciano, Garrido, Diakitè, Meghni, Del Nero, Floccari, Zarate e Rocchi.
Questo problema, sopratutto in attacco, blocca la cessione di Kozac, che era ormai cosa certa e che ora non lo è più. Anche perché non solo il giovane attaccante serve numericamente, ma nell’ultima gara interna ha segnato una doppietta decisiva, da sommare al gol partita di qualche settimana fa con la Sampdoria. In sostanza: rimane e gioca titolare a San Siro.
L’allenatore ex Napoli dovrà scegliere come presentarsi a San Siro. Le opzioni sono due: mettersi a specchio rispetto al Milan(ovvero proponendo un 4-3-1-2), puntando a vincere qualche uomo contro uomo, oppure proporre una formazione più guardinga e abbottonata (un prudente 4-4-1-1).
Entrambe le scelte sono possibili.
Ma entriamo nello specifico per quanto riguarda gli uomini.
Muslera sarà certamente in porta.
Anche sulla linea a 4 di difesa nessun dubbio : Lichtsteiner-Dias-Biava-Radu.
Il centrocampo: nel caso fosse a 3, Ledesma sarebbe regista, mentre Brocchi e Mauri agirebbero ai lati. Matuzalem rientra da infortunio e partirà dalla panchina.
Nel caso di un centrocampo a 4, è pronto l’inserimento dell’esterno Gonzales, che agirebbe a destra, con conseguente spostamento di Mauri sull’esterno sinistro. Brocchi-Ledesma sarebbe la coppia davanti alla difesa.
In attacco: Hernanes e Kozac ci saranno. Nel caso del già citato 4-4-1-1 saranno uno il trequartista(il brasiliano) e l’altro la punta (Kozac). Nel caso di 4-3-1-2, Hernanes rimarrebbe trequartista, ma al fianco di Kozac agirebbe Sculli, neo arrivato ed unico altro attaccante a disposizione di Reja.
Se dovessi puntare due lire, direi che verranno a giocare abbottonati, pronti a sfruttare le ripartenze.

Allegri ha gli uomini contati.
Tanto che Domenica, volendo allenare i non presenti a Catania in un 5 vs 5, ha dovuto schierare se stesso e Tassotti nell’allenamento. E questo dice tutto.
Tuttavia la filosofia non cambia: 4-3-1-2. Modulo classico.
In porta andrà Abbiati.
In difesa pare certo il rientro di Ignazio Abate a destra. A sinistra agirà invece Luca Antonini, che ha ben giocato in quel di Catania.
La coppia centrale, a meno di stravolgimenti dell’ultimo secondo (vedi l’arrivo prossimo di Legrottaglie), dovrebbe essere quella del finale di Catania: Ypes-Bonera.
I centrocampisti ( o adattati alla bisogna) sono 4 + Robinho che può fare il trequartista. 5 uomini per 4 ruoli. Chi rimane fuori ?
Il più indiziato è Alexander Merkel. Per lui sarebbe la quinta consecutiva da titolare.
A livello fisico nessuna controindicazione, ma a livello psicologico passare da una gara ogni 7 giorni nei campetti di provincia, a 5 gare consecutive in Serie A, non è certo facile. Ed a Catania si è visto qualche cedimento.
Per cui meglio subentrare a gara in corso ed essere pronto per Genova, un'altra battaglia.
Dunque, sfogliando i petali di questa ideale margherita (molto spoglia a dir la verità!), rimangono Flamini – Thiago Silva – Emanuelson, come mediani e Robinho come trequartista.
Sull’attacco nessun dubbio : Pato-Ibrahimovic.
Pronti a subentrare ci saranno quindi giocatori come Sokratis, Jankulovsky e Oddo. Spesso poco considerati ma che invece svolgono il loro lavoro con professionalità e si fanno trovare pronti.
In panchina, oltre a Roma, anche Cassano e probabilmente i neo arrivi Didac Vilà e Legrottaglie.
Questi i “magnifici” 18 che andranno a San Siro per un'altra battaglia.

Vincere è fondamentale. Fermarsi non va bene a nessuno.
Ed allora non fermiamoci…


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