23.01.11 Milan-Cesena

il POST di Marco Brucculeri

milan-cesena

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L'attesa per questo Milan-Cesena, nel cuore di tutti i tifosi rossoneri era tanta.
C'erano da regolare i conti con la sciagurata partita dell'andata, con i tre goal regolari annullati alla nostra formazione e soprattutto c'erano importanti risposte da dare al campionato.

La sconfitta mattiniera della seconda squadra di Milano ha sicuramente allietato i nostri pranzi ma ci ha subito fatto pensare: ”Stasera non possiamo sbagliare”.
Intanto in giornata, uno ad uno, fino ad arrivare al fischio iniziale, abbiamo perso importanti tasselli del nostro centrocampo come Flamini e Gattuso.
Avanti allora con Thiago Silva a centrocampo, affiancato dal giovane Merkel e spazio in difesa per Mario Yepes accanto a Nesta.

I primi venti minuti della nostra squadra sono di assoluto ambientamento per l'inedito assetto proposto.
Thiago Silva tarda a carburare nel suo nuovo ruolo ed Abbiati deve salvarci in due occasioni clamorose per il Cesena.
Le brutte notizie però non vengono mai sole e dopo venti minuti, Alessandro Nesta si infortuna alla spalla e deve lasciare il posto a Sokratis.
Aspettiamo aggiornamenti sullo stato di salute del nostro infinito numero 13 per capire quali potranno essere i tempi di recupero.

Con il centrocampo improvvisato e la difesa assolutamente inedita, cerchiamo di farci forza e sfangare questa sfida dove tutto sembra dirci male.

La squadra inizia ad ingranare, il lavoro sfiancante di Robinho, in perfetta intesa con quello di Cassano ed Ibrahimovic ci porta a renderci più pericolosi con numerose occasioni purtroppo poi fallite sotto porta.
Finalmente, quando tutti attendevano solo il fischio finale per l'intervallo, Pellegrino anticipa il tiro di Ibra ed insacca nella propria porta battendo l'incolpevole Antonioli.

Il vantaggio è una ventata d'aria fresca e ci fa scendere in campo nella ripresa con maggiore tranquillità e consapevolezza dei nostri mezzi.
Numerose occasioni da rete vengono create ma fallite, soprattutto da un Robinho presentissimo in tutte le zone del campo ma a causa della stanchezza poco lucido sottoporta.

Cesena mai pericoloso se non su un'azione sventata alla grande con un salvataggio di Sokratis il greco.
Il Milan da l'impressione di meritare il doppio vantaggio, e questo matura solo nel tempo di recupero dove Ibra incrocia un pallone superbo con l'ennesima parabola imprendibile per il portiere avversario.
Partita finita e gran sospiro di sollievo per il cammino in classifica, tornato spedito ed in allungo sulle dirette avversarie.

Questa partita ci ha detto tante cose: Yepes, a mio avviso il migliore in campo, si è dimostrato una garanzia capace di non far sentire le tante defezioni di questa gara; Sokratis ha riscattato la negativa prestazione dell'andata ed ha con precisione chiuso ogni spazio agli avversari; Thiago Silva, schierato a centrocampo, dopo un inizio a rilento, si è ambientato benissimo e si è dimostrato un immenso frangiflutti; Merkel è ormai una garanzia ed un giocatore affidabile per il nostro centrocampo; Il trio d'attacco formato da Cassano, Ibra e Robinho si trova a meraviglia.

Tante sensazioni positive quindi, con la squadra che ha saputo superare il momento difficile e la società che dimostra, con l'attività di mercato di voler ulteriormente rinforzare una squadra già comunque prima in classifica.
A fronte di questo, in tribuna questa sera era presente il neo acquisto rossonero, Urby Emanuelson, forte esterno olandese proveniente dall'Ajax. Resta da valutare ora l'ipotesi di un ulteriore rafforzamento difensivo a causa dell'infortunio occorso a Sandro Nesta ma il nostro Amministratore Delegato Adriano Galliani ha dimostrato di saper cogliere al volo ogni opportunità che si possa presentare da qui alla chiusura del mercato invernale.

Non ci resta che dormire sonni tranquilli, quelli la ora, per mandare messaggi da dietro alla capolista, dovranno gridare sempre più forte

 

il PRE di Marco Rizzo

milan-cesena

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Padroni del nostro destino.
Per ora lo siamo. E a questo dobbiamo guardare.

Lecito preoccuparsi, temere, immaginare un ritorno in vetta dell’Inter di Giudardo (ormia ho fatto mio questo simpatico nomignolo).
Ma come ripetono fino alla noia allenatore e dirigenti: siamo ancora in vetta noi!.

Normale un calo, normale anche che si parli di un ritorno prepotente dei nerazzurri.
Dall’alto del loro essere Campioni di tutto, hanno ancora molto credito.

Ma se c’è una cosa che quest’anno questa squadra ha dimostrato nei suo momenti migliori è la voglia di rivalsa, la fame di vittoria, conditi da un grande spirito di gruppo.
E dispiace che le prime crepe, le prime critiche arrivino proprio dal mondo del tifo rossonero.
Nel momento in cui bisognerebbe stringersi attorno alla squadra invece si pensa bene di dedicarsi anima e corpo al mercato, di criticare Pato (un eresia!!) ad ogni suo passaggio sbagliato.
Bisogna fare attenzione che queste cose se si riversano sulla squadra, rischiano di essere deleterie.
E noi non possiamo permettercelo. Proprio ora, no!
Ora che arriva il momento decisivo del Campionato.
Ora che affrontiamo squadre abbordabili mentre l’Inter affronta le corazzate del nostro torneo.

E proprio questo week end è uno dei primi di una lunga serie (almeno 5-6 partite) in cui gli impegni nerazzurri sono più complicati rispetto ai nostri.
Dobbiamo approfittarne….

L’Inter gioca ad Udine, contro la squadra più in forma della serie A, mentre noi affrontiamo il Cesena a San Siro.
Squadra da non sottovalutare sia chiaro, ha fatto soffrire l’Inter proprio in questa settimana, ma resta pur sempre una delle ultime in graduatoria.
Le insidie ci sono, ma abbiamo tutto per affrontarle.

La compagine romagnola dopo lo scoppiettante inizio di campionato, in questa stagione si trova immischiata nella lotta salvezza e condivide col Lecce il terzultimo posto con 19 punti
Tuttavia, nonostante la posizione in classifica e le ultime due sconfitte, è in un buon momento.
La classifica sta migliorando rispetto al recente passato (tanto che oggi sarebbe salva) e le ultime due gare sono, si, state sconfitte, ma sconfitte immeritate contro Roma ed Inter, con qualche decisione arbitrale non proprio favorevole ai romagnoli.
Il Presidente Campedelli si sta muovendo bene sul mercato e sta trovando soluzioni importanti per la rosa da affidare al buon Massimo Ficcadenti.

Vediamo ora qualche precedente e qualche curiosità per quanto riguarda le partite tra le due compagini a San Siro.
Solo 9 i precedenti in serie A al “Meazza” ed il Milan la fa da padrone con 7 vittorie, lasciando al Cesena solo due miseri pareggi, sempre a reti bianche, nelle stagioni 1976/77 e 1988/89.
Il rossoneri hanno segnato 17 reti ed i bianconeri solo 3.
Per quanto riguarda il duello Ficcadenti-Allegri siamo sullo stesso punteggio della gara di andata al Manuzzi :2-0
Nei 2 precedenti tra serie A e coppa italia di serie C, 2 vittorie di Ficcadenti.

Qualche statistica sulle due squadre (tratte da TuttoMercato Web) :
Il Milan é la squadra della serie A 2010-11 ad aver effettuato il minor numero di sostituzioni: sono 50 sulle 60 disponibili dopo 20 turni disputati.
Il Milan ha segnato 14 dei suoi 35 gol nella prima mezz'ora di gioco. Nessun'altra squadra condivide tale primato nella serie A 2010-11 .
Il Milan é la squadra della serie A 2010-11 ad aver realizzato il maggior numero di reti con giocatori subentrati nel corso della gara: sono 5 dopo 20 turni disputati.
I romagnoli subiscono gol in campionato da 8 trasferte consecutive con un passivo di 14 reti. L'ultima gara a porta inviolata risale al 28/08/2010 (1^A) Roma-Cesena 0-0.
Il Cesena é la squadra della serie A 2010-11 ad aver subito il maggior numero di reti nei minuti di recupero: sono 5 (pari al 20,0% del totale), di cui 1 nel primo e 4 nel secondo tempo dopo 20 turni disputati .

Veniamo ora alle due squadre.
Come consuetudine partiamo dagli avversari.
Ficcadenti dovrà giocoforza fare i conti con la stanchezza dopo le due partite intense e ravvicinate disputate contro Roma ed Inter.
Avrà anche due-tre assenze importanti.
Innanzitutto non ci sarà l’ottimo Naghatomo, impegnato nella Coppa d’Asia con il Giappone di Zaccheroni, ex rossonero e cesenate.
Con ogni probabilità mancherà anche il suo sostituoto naturale, Lauro, alle prese con problemi fisici.
Mancherà anche Giaccherini, espulso ingiustamente nella partita contro l’Inter.
Jimenez e Von Bergen sono anche loro in forte dubbio, uno per una forte influenza, l’altro per una forte lombalgia.
La prudenza indicherebbe di non rischiarli, dato che fra una settimana il Cesena andrà a Lecce in quello che sarà un autentico scontro salvezza.
Queste, dunque, dovrebbero essere le scelte di Ficcadenti.
In porta agirà il “nonno” della A, l’ex rossonero, Antonioli.
La difesa a 4 vedrà Ceccarelli a destra e DellaFiore a sinistra, fuori ruolo.
Al centro rientra Pellegrino (fratello minore del Pellegrino secondo di Benitez all’Inter) mentre al suo fianco ci dovrebbe essere Benalouane, a meno di un recupero del fondamentale Von Bergen.
Il centrocampo sarà a tre, ma qui i dubbi sono molti. Sono in 5 per tre posti. I favoriti sembrano essere Appiah, Colucci e Sammarco. Ma Parolo (il migliore del Cesena) e Caserta restano in corsa per un posto nell’undici titolare.
L’attacco a 3, orfano di Giaccherini, vedrà agire Bogdani al centro, con Jimenez, febbre permettendo, e Malonga ai suoi lati. Per la febbre di Jimenez resta in preallarme Schelotto.

Veniamo ai dubbi di Allegri.
La squadra per 9/11 è fatta.
In porta rientra Abbiati dopo l’infortunio.
La difesa a 4 prevede come sempre Abate a destra e la coppia pù forte del Mondo al centro (Nesta e Thiago Silva ovviamente). Il dubbio, come sempre, riguarda il terzino sinistro. Ruolo eterno incompiuto della nostra formazione.
Stando alle indicazioni, a scendere in campo dall’inizio sarà ancora Daniele Bonera, per contenere meglio il gioco offensivo sulle fasce del Cesena.
Antonini rimane comunque un fattore possibile di questa squadra.
Sul centrocampo pochi dubbi: Pirlo sarà out (per fortuna per poco) e Boateng è un desaparecido.
Dall’inizio quindi Gattuso, Ambrosini e Flamini.
Passiamo alle punte: pochi dubbi. Pato e Ibrahimovic saranno la davanti. A dispetto dei criticoni Pato è ancora li; le sue medie sono strepitose e lui è e rimane l’attaccante titolare del Milan.
Cassano ancora una volta in panchina, pronto come sempre ad entrare ed a cambiare la gara in corso.
Ho tralasciato volutamente il ruolo del trequartista, forse la zona di campo dove ci sono piu’ dubbi.
Allegri in settimana ha detto che Seedorf ha problemi al ginocchio colpito da Rosati domenica a Lecce (rigore solare non dato) tanto che non l’ha convocato nella sfida contro il Bari di Coppa Italia.
A fare da contraltare c’è l’ottima prova di Robinho in Coppa, proprio in quel ruolo.
I due si giocheranno, quindi, questo importante ruolo fino alla fine.
Se Seedorf recupera, l’impressione è che giochi lui, con Robinho pronto a cambiare la gara qualora ce ne fosse la necessità.

C’è poco altro da dire.
In preparazione di Milan-Bari dissi che era necessaria una sorta di resettaggio mentale da parte della squadra per una maggiore concentrazione. Dimenticare Lecce, dimenticare il campionato e giocare al meglio.
Bhe da domani è meglio rimettere la testa fissa sull’obiettivo. Si deve ricordare Lecce. Si deve ricordare quel fastidio che tutti i milanisti hanno provato al fischio finale.
Dobbiamo ricominciare ad accelerare o il campionato ci sfugge.
Lo abbiamo ancora in mano, non saldissimo com’era qualche chilometro fa, ma è ancora in mano nostra. Ma un’altra curva pericolosa ed imprevista, potrebbe davvero farcelo cadere per strada.
E sappiamo che dietro di noi lo tirerebbero su subito….
Non buttiamolo. Non lasciamocelo sfuggire


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