SCUSA AMERI...
Quando ho visto, alle 20,45 del 9 settembre 2011, la palla fare il suo primo giro sul prato di San Siro, me ne stavo arrampicato su un trespolo , spalle al muro e sorseggiavo il mio irrinunciabile “negroni aperitivo” settimanale. Coprivo con lo sguardo tutto il mio solito bar ed a stento distinguevo il gioco. Ma perché un tossico del pallone si fa sorprendere fuori posto al via del campionato, oltretutto con un succulento Milan – Lazio ?
Ci sono decine di risposte. Doveri, sovrapposizioni di eventi, figli, fidanzate nervose … Ma forse e come sempre è la storia che risponde. Cioè, come si è trasformato l’evento in discussione, come ci arriva, come lo viviamo nella fantasia che lo prepara.
E la storia risponde.

Fino a metà anni settanta il quadro, per tutti era questo. Ore 14,30 della domenica inizio delle partite. Ritrovo sul verde di un campetto espropriato per l’occasione. Una radiolina da condividere. Ma non penserete mica che alle 14,25 un noioso radiocronista si collegasse e provasse a dare formazioni ed andamento. No, no. Tutto rinviato alle ore 15,15, quando da uno studio metallico la voce Roberto Bortoluzzi fermava i respiri dopo che Stock 84 (l’isolato sponsor) osava reclamizzare che in caso di sconfitta ci si poteva sempre consolare con un bicchierino. Ma va là !!!
A quel punto, dopo un tempo senza una sola notizia, eri pronto per tuffarti in 30 secondi su tutti i campi della serie A e giocarti il cuore. “Tutto il calcio minuto per minuto” ti portava sugli 8 campi (ah già, la serie A a 16 squadre, eh già) . “Per i soli primi tempi, linea a Verona, Enrico Ameri”. Pausa di un attimo “Verona tre, Milan uno”, A te Sandro Ciotti, Olimpico di Roma” Roma uno, Juventus zero”… pausa o vuoto nella mente e poi linea a Napoli e poi linea a Bologna e chissà dove …
Si, anche l’ultima giornata di campionato la dovevi consumare così, al buio e poi dentro al match in un attimo, quando questo poteva anche essere già finito. C’era chi scappava con la radio, chi incazzato la buttava, chi si isolava per soffrire da solo o meglio non farsi prendere per il culo. Da quello scenario nasceva la nostra vita , in quegli attimi, ogni domenica, ci sembrava di essere vivi solo per questo.

Chi meno anni ha consumato, non può sapere. Va bene Sky, collegamenti ore prima, immagini in diretta meravigliose. Finestre sui gol di tutti fosse anche il campo del prete. Tutto documentato, a costo di inventarsi metà delle notizie come usa fare Massimo Marianella o di raccontare di partite strepitose mentre sei già da mezz’ora nel sonno della totale noia. Tutto questo va bene. Tecnologia vero ? Ma provare a distinguere nel fruscio della radio un rumore di ambiente di un gol che non sai da chi è stato segnato, i racconti fedeli e precisi  di Sandro Ciotti, l’entusiasmo di Enrico Ameri urlante “Scusa Sandro, rete di Boninsegna “. Ed i mille cronisti locali (Piero Pasini, Giorgio Bubba) incapaci di mascherare il tifo nei toni delle azioni.

“Scusa Sandro, ancora Verona che si inserisce, incredibile ma quinta rete del Verona, a questo punto, col pareggio della Juve , è spareggio” … “Scusa Ameri è l’Olimpico, gol di Cuccureddu, Juve in vantaggio e campione d’Italia”. Era il 20 maggio 1973, non conta chi vinse, chi perse; conta che allora ed ogni domenica era così. In un’ora e mezza, metà oscurata e metà alla radio, c’era tutto.
Ecco perché quei momenti erano imperdibili, ecco perché nessuno di noi poteva essere sorpreso a fare altro. Perché quella emozione al buio era un po’ come uscire con una donna e non averla mai vista. Può andare bene, ma può andare malissimo. Ma rimane una impagabile emozione, perfino quando un cronista in coma interruppe dallo stadio di Como per sentenziare:”Partita finita, Como batte Juve 2 a1”. Trenta secondi ed una voce da resto umano”scusate, il fischio era una punizione dal limite, sulla quale Furino a pareggiato, due a due” . Ma si dai, meglio un fazioso ed artiginale cronista di provincia che vede quello che non c’è per cieco tifo, piuttosto che una banda di benvestiti (Bacconi, Zazzaroni, Gnocchi, Ranieri, Collovati della Domenica Sportiva 2011/12) che inventa quello che non c’è  per  presunzione o bisogno di un euro per sfamarsi.

Partito dunque. E con messaggi che già un po’ parlano. I miei colleghi di MondoMilan, che saluto, hanno già fatto a fette questa prima  di campionato mascherata da seconda. Sembrano arrivare conferme che la Juve non sarà da scudetto ma è finalmente una cosa seria. Senza troppi voli c’è da capire quanto sarà bravo Conte nella rotazione dei suoi maschietti e nell’aumentare i ritmi soprattutto in quei 20/30 metri a ridosso delle punte. Qui toccherà a Vidal, se bravo lui sarà buonissima Juve . Ma partono bene o benino un po’ tutte quelle predestinate. Napoli, Lazio ed anche Milan che esce da una profonda buca con la Lazio, spreca tanto ed aspetta scintille e recuperi per crescere. Prima in casa del Barca proprio mentre finisco di scrivere Ho un pensierino su questa partita ma non lo dico. Conta tanto e non per la classifica del girone. Piccolo presentimento e l’azzardo che forse addirittura è meglio senza Ibra per una volta. … Silenzio.
Partono in linea con le attese e le prospettive(anche un po’ da queste colonne) Roma e soprattutto Inter. Di gol ne farà e vorrei vedere ma farsi trovare con 3 centrali (di cui uno mai giocato lì, Zanetti) in quelle condizioni di forma è quasi un record. Si fanno frequenti ormai i sonni del portiere. Guaio in più. Il gol più bello di un vero campione, un gioiello per Klose a San Siro ed un sospetto: e se Ficcadenti di brutto avesse solo il nome ma fosse un saggio e coraggioso tecnico ??Ed iniziano le coppe, per tutti (opplà quasi tutti ). Mi aspetto tanto come emozioni in genere ed andiano subito a vedere in casa di qualcuna delle regine destinate ad arrivare in fondo. Barcellona, Real Madrid, Bayer Monaco e Manchester U. Tutte fino in fondo, tutte ? Andiamo intanto in visita pastorale in Spagna.

LA MOVIDA DI SPAGNA         
C’è un po’ di casualità nel primo spaiamento della Liga. Regala il Barca e gioca male per lunghi tratti il Real. Ma da mille giorni il Real non aveva 2 punti sui campioni di Spagna e nonostante non si siano ancora inseriti i nuovi un po’ malaticci, da metà campo in su è macchina da paura. Dietro il rientro del sottovalutato Khedira e del nuovo pagatissimo Coentrao darà stabilità .
Ma voglio segnalare e consigliavi una lettura in edicola come inserto della Gazzetta di sabato 10 settembre a nome dell’ottimo Luigi Garlando.: Effetto Barcellona. La riporto
Il Barcellona è una squadra unica, senza fantasisti, ali o centravanti. Tutti fanno tutto ed il sogno di Guardiola è fare giocare solo centrocampisti.Il centravanti ad esempio che fine ha fatto ? Dov’è il numero 9 che prende posto , allarga i gomiti e guai a chi glielo tocca il pallone? Generazioni di bambini che sognano Sandokan si sono innamorati dei pirati da area di rigore e delle loro acrobazie. Il Barca questo non ce l’ha. Al Barca nessuno fa i cross perché al centro dell’area  non c’è un centravanti ma piccole punte (Villa, Messi, Pedrito, … Pisolo Brontolo Cucciolo). Xavi ed Iniesta non sono trequartisti. Non c’è centravanti, non c’è ala e quindi nemmeno il classico 10. Splendidi palleggiatori che si sparpagliano per il campo, tutti uguali come goccioline di mercurio scappate da un termonetro. Nella supercoppa col Porto sfiorata l’utopia:Mascherano e Busquets dietro, Fabregas al posto di Pedro: solo centrocampisti. Il Barcellona non conosce l’ebbrezza feroce che provano i disperati quando fanno fortuna. Vive una anestetizzante serenità da monastero. Gioca come in Paradiso ma è sulla terra che si vivono le emozioni migliori !
BELLISSIMO

LO SGIORNALAIO
Rielaborando l’undicesimo comandamento della puntata precedente (la coerenza), il fermalibro di questa settimana è un percorso modello settiamana enigmistica, il labirinto.
GianPiero Mughini, comunista agguerrito,cofondatore di Lotta Continua, dispensa ora il suo credo sul quotidiano Libero
G.Paolo Pansa, uomo di sinistra, storico ancorchè polemista e studioso del post guerra, arrotonda con articoli incomprensibili sempre su Libero
Tony Damascelli, giornalista fallito ed a lungo editorialista di giornali del Sud, si pavoneggia sulla Padania.
Giuliano Ferrara si autodefinisce un pensatore censurato ma ogni sera per il prossimo secolo ci insegna  a vivere con Radio Londra su Rai 1 ed intanto scrive per Il Foglio (direttore) , Il Giornale di Zio Tibia e Panorama. Proprio oscurato !
Il Secolo d’Italia recita nella locandina :quotidiano di Alleanza Nazionale. Domenica 11 settembre, chiusura festa di A.N. a Mirabello con Fini , nemmeno una riga. Censurato Mirabello o Fini ? Ma …

Sta per iniziare Barca-Milan, scollegarsi con le frivolezze. Ah un attimo, manca l’agggiornamento della stecca di Brunetta. 58 giorni alla scadenza dei tre mesi fissati per far risorgere l’Italia. Distratto butto l’occhio al televideo: produzione ind.agosto – 0,8% (prima volta da 3 anni), occupazione ai minimi da sempre. Indice mib 13.500 punti (- 30%  in 3 mesi e – 20% dalla sua dichiarazione) .Spread con la “culona inchiavabile Merkel” a 400 punti.  Tieni il telefono libero mini-stro …
Quante tristezze, viene voglia di accendere la radio , in bagno, prima di dormire, leggendo senza vergogna tutte le formazioni della serie C del 1971 ed imparare a memoria i nome di tutti gli stadi. Senza vergogna perché li nessuno può entrare, solo la voce graffiante di Sandro Ciotti che.. “Scusa Ameri , il Milan è passato in vantaggio” o meglio ancora “Scusa Ameri, l’Italia è salva, l’Italia s’è desta, in mano a gente per bene e possiamo tornare, tutti a volerci più bene. Tutti come cacciatori di aquiloni”
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