La vendetta di Ambrogio
Aurelio Ambrogio, prima di diventare Santo e Patrono di Milano, era un tipo tosto e di certo non le mandava a dire. Si dice che fosse di origine germanica e con un caratterino mica male, lottava per le cose in cui credeva e non si fermava davanti a niente, neanche al Papa!

Infatti sapete perché il carnevale ambrosiano dura quattro giorni di più? Un anno che il Papa lo costrinse a restare a Roma e rendendosi conto che si sarebbe perso i festeggiamenti del martedì grasso milanese, gli strappò il consenso a prolungare fino al sabato successivo, il periodo carnevalesco, in terra meneghina, in modo da poter posticipare e partecipare alle festose conclusioni.

Fu un vero pastore, quasi un condottiero per i cristiani dell’epoca, pieno di carità verso tutti...strenuo difensore della libertà e della sua fede, considerata grande e nemico degli infedeli.  

Milano e i milanesi, orgogliosi, gli tributano onori e ricordi il 7 dicembre, giorno in cui fu proclamato vescovo della città e della diocesi, in quel clima natalizio che rende ogni cosa più dolce e struggente, quasi magica e che proprio in quella data diventa tangibile ovunque...magari con la prima neve della stagione...ad ingentilire contorni e riscaldare animi in quest’avvisaglia d’inverno.

E proprio per ricordarlo al meglio, le autorità cittadine hanno istituito l’Ambrogino d’oro...un’importante onorificenza, che viene consegnata, proprio in tale data, a milanesi di nascita o adozione e che si sono  particolarmente distinti nei rispettivi ambiti.

7 dicembre...Sant’Ambrogio...Ambrogino d’oro...

Una tradizione meneghina da sempre rispettata...irrinunciabile e unica...che il Santo da lassù si gode e benedice...come gli antichi e tanto amati festeggiamenti carnevaleschi.

Almeno fino a quest’anno...

Anche il Santo sobbalza sul suo scranno celeste...perché gli sembra tutto così strano...possibile che un anno sia già passato e così in fretta?
Si guarda intorno stupito...eppure l’aria è tiepida e sa quasi di primavera, sbircia la sua Milano e non vede lucine natalizie ad addobbare strade e vetrine...davvero non si capacita di quel nominarlo fuori stagione e fuori luogo...ma, grande maestro di verità, vuol comprendere e capire...prima di giudicare.

Si documenta, chiedendo aiuto al suo collega S. Siro...e quello che scopre non gli piace...non gli piace per niente...come hanno osato...han fatto diventare quell’onorevole riconoscimento  uno squallido affare di famiglia…una dynasty nostrana…per soddisfare velleità da signorotto medievale di un qualsiasi petroliere pallonaro, a capo di una squadra piena di infedeli, abituato a richiedere trofei su ordinazione…anche senza merito!

Approfittando della parentela col sindaco ha fatto riaprire la stagione ambrosiana, riunire il Consiglio comunale ed assegnarsi l’onorificenza…fuori stagione…fuori motivazione…fuori di testa.

Il Sant’uomo sa che nella sua Milano esistono due squadre e che l’antagonista altrettanto e ancor di più ha vinto, con stile e sempre sul campo, dando lustro non solo alla città, ma all’Italia tutta…e basta chiedere ai colleghi…tutti conoscono quella squadra simboleggiata ahimè dal nemico celeste, ma forte e fiera. E allora controlla…ma nessun cognato sindaco, in passato,  ha trasformato Pasqua in Natale, in uno stonato “golpe mediatico”.

La sua attenzione si fa massima e la sua furia di uomo giusto lo fa agire di conseguenza.

In primis torna l’Aurelio Ambrogio di origine germanica e si diverte a veder soccombere i presuntuosi nel doppio confronto con una squadra di simili origini, che toglie loro un bel po’ di baldanza...ma il capolavoro lo compie il 2 aprile...giusto ad  un mese di distanza dall’autopremiazione...appropriata coincidenza o benevolo fato?

L’occasione è di quelle irrinunciabili...l’amico S. Siro lo informa della stracittadina chiamata derby...le due squadre della tua Milano in campo per il primato...e Ambrogio sornione getta lo sguardo, fa due calcoli, ripensa all’affronto, stende le sue sante mani...e poi ride di gusto...perchè per una volta ha dovuto benedire il “diavolo”.

Benedizione lecita per giusta causa...se da una parte c’è il diavolo, comunque avversario conosciuto e leale, dall’altra c’è uno strisciante e subdolo serpente profittatore...ed anche i simboli hanno un loro perché.

Ambrogio si sta divertendo e decide di aggiungere un’appendice alla sua dolce vendetta.
Una controllatina al calendario (calcistico)...chiama l’amico Sant’Ilario, patrono di Parma ed insieme si godono un allegro sabato sera festaiolo.

Sant’Ambrogio è soddisfatto, ma c’ha preso gusto...vediamo la prossima...altra sbirciatina altro sorrisino...questa volta dovrà contattare “il capo”!  

7 dicembre...Sant’Ambrogio...Ambrogino d’oro...

Ad ogni stagione i suoi frutti...niente ciliegie a dicembre...niente Ambrogini a marzo...

Scherza coi fanti...ma lascia stare i Santi!
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