Dopo la prima...
Come si profila il campionato che è appena partito, dal punto di vista del Milan, alla luce della gare svoltesi finora (scrivo prima di Palermo-Inter) dopo la fine della sessione di calciomercato estiva?
 
Di fatto, sino ad ora il Milan ha disputato solo due partite ufficiali, a distanza di più di un mese l'una dall'altra, la Supercoppa di Lega con l'Inter a Pechino il 6 agosto e la prima/seconda di campionato in casa con la Lazio di venerdì. Se per comodità di pensiero aggiungiamo a queste due gare il Trofeo Berlusconi del 21 agosto, che ha una certa importanza da sempre, per il nome che porta, per la tradizione ormai formatasi nel tempo e soprattutto per la rivalità che ci divide dai "gobbi" (a proposito, complimenti per il nuovo stadio, bellissimo), si può dire che dal 12 luglio, giorno del raduno, ad oggi abbiamo disputato tre partite VERE (be', facciamo due vere ed una così così), con tre di quelle che sono al momento le rivali più accreditate in campionato (l'altra è il Napoli, e l'affronteremo domenica prossima, di sera).
In tutte e tre le partite abbiamo sempre segnato due reti, denotando una certa facilità a pungere, pur potendo disporre raramente dell'intero nostro potenziale, ma al contempo difensivamente abbiamo mostrato una certa fragilità, accentuata dal ritardo di forma di Nesta, ormai quasi fisiologico a inizio stagione (verso metà agosto si era creata una suggestione Lugano , io un pensierino ce l'avrei fatto a dire il vero, ed in Milan Day non sono l'unico, vero Max?), dall'estate indubbiamente faticosa e vagabonda di T. Silva (e Yepes) e dalla impossibilità di disporre dell'aitante Mexes: in più, abbiamo perso proprio al Trofeo Berlusconi due pedine importanti, Flamini per quasi tutta la stagione e Taiwo per un mesetto, un elemento che m'intriga assai e che a fatica stava integrandosi nel dispositivo messo a punto da  Allegri.
Il centrocampo, nonostante gli innesti ultimi degli apprezzabili Aquilani e Nocerino (usati solo venerdì scorso, con buon costrutto), appare ancora carente di genio (non di fosforo, attenzione, chè MVB è tutto fuorché un semplice rubapalloni).  
Le tre partite con Inter, Juve e Lazio, tuttavia, hanno confermato le impressioni iniziali di un Milan largamente favorito (a mio parere) in campionato (bando alle scaramanzie). 
 
L'Inter di Gasperini, già in partenza indubbiamente indebolita sul piano tecnico, mi sembra strutturalmente poco solida, nata un po' all'impronta, con un allenatore in gamba ma forse non così elastico da poter resistere alle pressioni dell'ambiente in cui si trova a lavorare, un ambiente che ha finito per schiacciare un allenatore ben più titolato e scafato come Benitez.
Le contraddizioni dell'intero progetto, la difesa a 3 o a 4, il ruolo di Sneijder (destinato ad andar via ma tuttavia rimasto perché ad andar via, clamorosamente, è stato Eto'o), la dicotomia tra Pazzini e Milito, le evidenti insoddisfazioni presidenziali, dovute anche alla preoccupazione per l'incombente fair play finanziario, mi danno l'impressione di un insieme confuso e molto molto, come dire, improvvisato, come se la proprietà si sia voluta prendere una pausa dopo cinque anni a 100 all'ora. Spesso i cicli finiscono così, tra mille problemi e tanti alibi, fragorosamente, con delle cadute epocali: non lo auguro all'Inter (o forse sì?), ma non mi sorprenderei se si avverasse la previsione "estrema" dell'ottimo Mario Sconcerti, di un'Inter quarta, con una ventina di punti di ritardo dal vertice.
 
La Lazio, delle squadre di medio-alto livello, è quella che probabilmente si è rafforzata di più: in attacco ha acquisito una forza d'urto spaventosa, fisica e d'esperienza, che probabilmente le mancava dall'epoca di Vieri e Boksic, ha sistemato la squadra nei titolari e l'ha rafforzata in porta con Marchetti.
Difetta probabilmente in tre cose, nella capacità di reggere ad alto livello, nella panchina che è probabilmente troppo corta e, con tutto il rispetto per il buon Reja, nel manico: ma ha tutto per essere quello che è stato il Napoli l'anno scorso.
 
La Juve è sempre la Juve, si è costruita il nuovo stadio, alzando l'autostima nella squadra, nella società e nei tifosi stessi, ha un progetto affascinante, Pirlo e Vidal costituiscono un enorme arricchimento a centrocampo, Vucinic in attacco se in giornata di vena è immarcabile e la campagna acquisti  si è completata con un insieme di uomini funzionali al sistema, tra i quali m'incuriosisce Elia: certo, l'acquisto e la successiva rivendita di Ziegler mi lasciano un po' perplesso, la mancata acquisizione di un centrale difensivo di prim'ordine anche (ma Lugano faceva proprio così schifo?) e bisogna capire come evolverà la situazione di Krasic, considerando che anche la vicenda Amauri è potenzialmente una mina vagante, tuttavia mi fido di Conte come allenatore, anche se certe volte mi sembra un po' troppo integralista come chi l'ha preceduto.
Anche se la Juve ha solo da giocare il campionato e questo aiuta molto, mi sorprenderebbe comunque parecchio se andasse meglio del quarto posto.
 
E il Napoli? Be', ha mantenuto l'ossatura dell'anno scorso e già questo è un merito importante, inoltre vi ha aggiunto elementi come Inler e Dzemaili titolari a centrocampo e Pandev quale fondamentale complemento in attacco. Per far questo però il buon De Laurentiis ha quasi raddoppiato il monte ingaggi, pur ancora largamente inferiore a quello delle corazzate tradizionali: dopo il momento dei proclami e delle "sboronaggini" (consentitemelo) si tratta di vedere come farà il ciuccio a reggere le nuove pressioni, una competizione di livello decisamente più alto come la Champions League, che prosciuga forze fisiche, mentali e di passione, le nuove aspettative della tifoseria...
Il Sommo Poeta diceva "Qui si parrà la nostra nobilitate..."
Se ne ricordino, l'Aurelio e Mazzarri: in Champions League le polemiche arbitrali di piccolo cabotaggio, i vittimismi, gli alibi stanno a zero...
 
Ma...E le altre?
 
La Roma mi sembra francamente un cantiere apertissimo e con troppi geometri a metterci mano, mentre l'architetto a capo dell'intero progetto è in tutt'altre faccende affaccendato: potenzialmente alla fine potrebbe anche essere una buona squadra, ma certo l'inizio è raggelante e lo stesso allenatore mi sembra al momento più presuntuoso che autenticamente bravo, ma magari mi sbaglierò.
Dopo di lei vedo una buona classe media come Genoa, Fiorentina, l'indebolita Udinese e il dimesso Palermo degli ultimi tempi, mentre tutte le altre, in misura maggiore o minore, mi sembrano a rischio retrocessione, con un occhio di riguardo per il Cesena, soprattutto, per il Parma, il Cagliari e forse il Bologna, mentre, non me ne vogliano, non vedo benissimo l'Atalanta (anche per la forte penalizzazione), il coraggioso Novara, il Siena ed il Lecce.
 
Ma ora basta campionato.
E' venuto già il momento della Champions League. 
Nonostante tutto, è LEI la NOSTRA competizione.
C'è Barcellona-Milan.
Vedremo come la nostra artiglieria pesante, Ibra e Boateng, supportata dai nostri enormi bastioni difensivi, potrà colpire le loro difese approssimate consentendo alla nostra linea Maginot di centrocampo di far fronte alle rapide incursioni avvolgenti della loro cavalleria leggera, Villa e Pedro, alternate ai blitz improvvisi e letali di incursori geniali e furbi quali Messi, Iniesta e Xavi.
 
Il Milan non parte mai battuto in partenza.
MAI
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